CONVALIDA DIMISSIONI

Ad oggi, come precedentemente evidenziato, per rassegnare le dimissioni è necessaria la comunicazione telematica tramite apposito intermediario o tramite il sito del Ministero del lavoro mediante il Pin dispositivo del cittadino, ma non tutti i casi prevedono la medesima procedura.

Sotto si riportano le casistiche per le quali è prevista la convalida delle dimissioni presso la Direzione Territoriale del Lavoro, che sostituisce la procedura telematica.

Convalida delle dimissioni

Nel caso in cui a volersi dimettere sia una lavoratrice in stato di gravidanza o un genitore (sia madre che padre) di un figlio con meno di 3 anni, è richiesta la convalida personale delle dimissioni presso il servizio ispettivo della Direzione Territoriale del Lavoro della provincia del luogo di lavoro, altrimenti le dimissioni non producono effetti. L’ispettore del lavoro ha il compito di verificare se le dimissioni sono state rassegnate volontariamente e di informare i lavoratori dei diritti e delle tutele in caso di dimissioni volontarie. La stessa procedura è richiesta anche in caso di adozione o affidamento di minore entro il termine dei 3 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

Nel caso in cui il lavoratore non segua la procedura prevista, potrà ricevere dal datore di lavoro un invito a convalidare le dimissioni entro 7 giorni e quindi decidere se:

  • convalidare le dimissioni rendendole valide;
  • non convalidarle entro 7 giorni, rendendo le dimissioni ugualmente efficaci;
  • revocare le dimissioni entro 7 giorni.Si rammenta inoltre che in caso di dimissione durante la tutale del primo anno di vita del bambino, spetta comunque l’indennità Naspi nel caso in cui venga richiesta.L’obbligo di convalida riguarda le dimissioni presentate e le risoluzioni consensuali concluse a decorrere dal 18 luglio 2012. L ’obbligo di convalida non sussiste nel caso in cui le dimissioni o le risoluzioni consensuali avvengano nell’ambito di procedure di riduzione del personale, svolte in sedi istituzionali (commissioni di conciliazione) o sindacali (vedi circ. Min.lav.18/07/2012).Obblighi del datore di lavoroSanzioni
  • Nel caso in cui venga verificata la pratica delle “dimissioni in bianco” è prevista una sanzione da 5.000 a 30.000 euro, a cui si applicano in quanto compatibili le disposizioni di cui alla L.689/81.
  • Il datore di lavoro che riceva la richiesta di dimissioni da parte di un lavoratore/lavoratrice che si trovi in uno dei periodi di tutela dovrà quindi – nel tempo massimo di 30 giorni decorrenti dalla fine del rapporto di lavoro (sul punto vedi lett. circ. n.18273 Min. Lav. Del 12/10/2012) – informare il/la dipendente che per rendere valide le dimissioni deve recarsi presso la Direzione territoriale del Lavoro a effettuare la convalida. L’eventuale inerzia del lavoratore conduce diversamente all’inefficacia delle dimissioni/risoluzione consensuale.
  • Obblighi del datore di lavoroIl datore di lavoro che riceva la richiesta di dimissioni da parte di un lavoratore/lavoratrice che si trovi in uno dei periodi di tutela dovrà quindi – nel tempo massimo di 30 giorni decorrenti dalla fine del rapporto di lavoro (sul punto vedi lett. circ. n.18273 Min. Lav. Del 12/10/2012) – informare il/la dipendente che per rendere valide le dimissioni deve recarsi presso la Direzione territoriale del Lavoro a effettuare la convalida. L’eventuale inerzia del lavoratore conduce diversamente all’inefficacia delle dimissioni/risoluzione consensuale.

    Sanzioni

    Nel caso in cui venga verificata la pratica delle “dimissioni in bianco” è prevista una sanzione da 5.000 a 30.000 euro, a cui si applicano in quanto compatibili le disposizioni di cui alla L.689/81.