Novità impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori

Art. 4, commi 1 e 2, L. n. 300/1970.

In merito alle ultime novità interpretative sul seguente testo, riportiamo quanto di seguito al fine di un ulteriore informativa, di cui dovreste essere già al corrente.

L’articolo 4 della L. 300 del 20 maggio del 1970 (Statuto dei lavoratori) dispone:

Art. 4.
Impianti audiovisivi.

È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.

Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l’Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, dettando all’occorrenza le prescrizioni per l’adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti.

Contro i provvedimenti dell’Ispettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.

Sanzioni in caso di violazione:

in caso di violazione al disposto legislativo sopra evidenziato, viene prevista una sanzione penale (ammenda) che va da 154,00 a 1.549,00 euro ovvero l’arresto da 15 giorni ad un anno (art. 38 della legge n. 300/1970), salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

A tal proposito si specifica che a seguito della su citata richiesta presso l’Ispettorato, seguirà relativa ispezione presso la sede per la verifica di quanto affermato, delle caratteristiche tecniche dell’impianto ed il rispetto di quanto previsto dall’attuale normativa. Si invita pertanto, tutti coloro che sono interessati dalla presente circolare, a richiedere al proprio installatore le specifiche tecniche dell’impianto in modo da poterlo far visionare alle organizzazioni sindacali, qualora presenti, o agli organi ispettivi.